PSICOFARMACI: cosa sono e quando usarli?

 

Per psicofarmaco intendiamo una sostanza che va ad agire sul sistema nervoso centrale, per modificare l’attività psichica, prescritta da uno psichiatra, che si occupa della terapia farmacologica dei disturbi psichici.

Attualmente essi si dividono in quattro categorie distinte: antipsicotici, antidepressivi, ansiolitici e stabilizzatori dell’umore.

L’uso “fai da te” di questi farmaci può essere molto pericoloso, poiché la vastità e la complessità delle azioni di ogni singolo psicofarmaco superano di gran lunga la possibilità di comprensione di un non addetto ai lavori. Pertanto, è estremamente importante rivolgersi sempre a uno specialista.

Clinicamente, gli psicofarmaci vengono utilizzati in situazioni estremamente differenti: dai casi in cui la somministrazione del farmaco è in grado di risolvere situazioni concretamente pericolose per la vita del paziente, a casi in cui l’uso della terapia farmacologica è associata a una psicoterapia, o ancora del tutto irrilevante.
Possiamo così classificare i diversi livelli:


· Livello salvavita In situazioni di estrema gravità, che comportano gravi rischi per la vita stessa del paziente, la terapia psicofarmacologica modifica radicalmente la probabilità di sopravvivenza.

· Livello risolutivo Alcune condizioni, che non hanno come esito naturale la guarigione, possono avere una risoluzione per via farmacologica.

· Livello risolutivo sull’episodio Viene risolto l’episodio acuto di sofferenza, con un pieno ritorno a una condizione di benessere, anche se non è modificata la vulnerabilità e la predisposizione alla malattia, che potrebbe in futuro ripresentarsi.

· Prevenzione delle ricadute La terapia farmacologica può evitare o ridurre di molto il rischio di ricadute.

· Controllo dei sintomi La malattia non è risolta completamente, ma la terapia, somministrata cronicamente o a cicli, può rendere l’individuo asintomatico o almeno mantenere i sintomi entro un livello di qualità di vita accettabile, arrecando un significativo giovamento.

· Azione sull’inabilità sociale causata dal sintomo Il farmaco agisce limitando l’effetto di inabilità sociale nella vita del paziente arrecato dal sintomo, restituendogli una maggiore libertà di azione.

· Prescrizione farmacologica e psicoterapia Spesso la presenza dei sintomi e il grande coinvolgimento emotivo impediscono al paziente di mantenere la serenità e la critica necessarie per un approccio psicoterapeutico. In questi casi, un iniziale trattamento teso alla diminuzionedei sintomi – pur nella consapevolezza che l’intervento farmacologico non sarà risolutivo – ristabilisce la possibilità di instaurare o proseguire produttivi rapporti terapeutici. Molti psicoterapeuti, anche di impostazione psicoanalitica, possono ricorrere a questa procedura, pur tuttavia mantenendo distinti i due livelli di trattamento, sinergici ma differenti.

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